Non solo un gesto

Non solo un gesto

Ci sono state tante scene belle a Rio. La giornata inaugurale, la possibilità che si rinnova ogni 4 anni di poter vedere sport che altrimenti non avrebbero al stessa copertura, le tante medaglie, le gare col fiato sospeso attaccati al divano, la pessima grafica della Rai e poi una che ha colpito e bucato lo schermo.

Un’atleta italiana, Elisa Di Francisca, vince l’argento nel fioretto femminile e celebra la vittoria con la bandiera dell’Unione Europea.

In quel momento le sensazioni sono state di stupore, sorpresa, tipo un misto tra “cosa sta succedendo?” e “ma che figata!”. Stavo vedendo per la prima volta un’atleta festeggiare uno dei momenti più importanti della sua carriera sportiva non con la bandiera del suo Paese, che poi è il mio, ma con quella di un’idea più grande di comunità, che poi è anche questa la mia. E in quell’attimo ciò che è sempre stato reale è diventato ancora più concreto.

Il pensiero che sì, è possibile che questa grande famiglia che siamo, quella europea, che dal crollo di Roma in poi si è fatta la guerra ed è rimasta divisa, oggi comincia a rendersi conto che la vittoria più grande dei nostri padri è stata questa: l’aver creduto che assieme siamo più forti, bravi e belli. Per noi stessi e per tutti quelli che sognano e vogliono vivere i valori comuni che l’Europa rappresenta e incarna, che sono i valori umani.

Vedere quella bandiera ha scombinato emozioni nuove, ma già vissute; come fossero sempre state presenti, ma ancora sopite; come quando attraversiamo l’Europa con il treno della memoria di Deina, che non è più solo un treno che corre su rotaia, ma che intraprende un viaggio nella nostra cara Europa. Una casa ospitale e accogliente per tutti, che dobbiamo curare ogni giorno, a partire dalle piccole cose.

E allora grazie Elisa. Grazie per questo gesto. Che non è stato solo un gesto. E grazie a tutti gli atleti Europei. Per il primo posto nel medagliere. 😃

Informare Zambana

Informare Zambana

Per fortuna non è stato l’ultimo articolo. 😃

Questa mattina nelle bussole delle lettere di Zambana una bella sorpresa. Dall’operazione di censura applicata dall’attuale amministrazione è nato ufficialmente INFORMARE ZAMBANA, uno strumento utile di dialogo e confronto, informazione e aggiornamento di quelle che sono le attività svolte dal gruppo consigliare Lista Aperta per Zambana.

Un’iniziativa importante, auspicata da tanti in Paese, e una risposta concreta alla totale chiusura verso la richiesta di modifica dell’Art. 8 del nuovo regolamento del notiziario comunale, che recita:“Non sono più ammessi gli articoli di dibattito politico a firma dei gruppi consiliari.”

Uno spazio sempre tutelato nella passata legislatura, perché convinti che tutte le opinioni fossero alla base della dialettica, del dibattito e della partecipazione democratica. E nonostante i toni spesso eccessivi avuti dall’allora minoranza non abbiamo mai censurato uno spazio così importante. Mentre ora la censura apportata e confermata è allarmante e preoccupante.

Un applauso a questa iniziativa della Lista Aperta per Zambana e ai suoi consiglieri Ilaria Bonadiman, Gabriele Chistè, Rudi Chistè e Giulio Bonadiman che così facendo contribuiscono a mantenere, più di quello che l’amministrazione stia facendo e dovrebbe fare, quel legame di dialogo tra comunità ed eletti.

Qui articolo A Zambana non si parli di politica.

Tanti Auguri Nonna

Tanti Auguri Nonna

Una vita coraggiosa di amori, fatiche e soddisfazioni.

E ora festeggi 85 anni sorridendo assieme ai tuoi figli e prendendo a schiaffi questa malattia stronza quasi sussurrandole “ehi, io sono e resto ancora qui, alla faccia tua.”

E noi tutti siamo con te, stringendoti in un grandissimo abbraccio. Tanti auguri nonna.🙂

Restiamo connessi

Restiamo connessi

“We all have a responsibility to now seek to heal the divisions that have emerged throughout this campaign and to focus on what unites us, rather than that which divides us.” Sadiq Khan

Popoli connessi possono farci vedere cose che prima non conoscevamo, cose meravigliose. Sono le connessioni e i rapporti tra le persone che ci renderanno più forti da un punto di vista di valori e umanamente più ricchi. Le innovazioni e le nuove tecnologie si sviluppano per accorciare le distanze e costruire ponti. E’ l’essenza della comunicazione, dei social e del web stesso la nascita di rapporti, lo sviluppo e l’ampliamento della conoscenza.

L’impegno è costante e dovrà essere quotidiano, per fare quello che anche il sindaco di Londra Khan suggerisce, ovvero “sanare le divisioni che sono emerse durante questa campagna e concentrarci su ciò che ci unisce, piuttosto che ciò che ci divide“. E lo possiamo fare creando ponti, collegamenti e ricucendo possibili strappi, per non perdere quello che tanto si è fatto e per continuare a preferire e migliorare uno spazio comune di pace, diritti e opportunità come solo l’Europa può essere.

Dobbiamo insistere per non lasciare spazio e soluzioni a derive identitarie, populiste e nazionaliste che tanto oggi gridano vittoria, a partire dalla Le Pen in Francia, per arrivare al nostro Salvini, che promuovono ricette insensate e folli, di cui possiamo fare volentieri a meno.

#bremain

#bremain

Ci troviamo di fronte a due idee di Europa e dobbiamo impegnarci per far capire con argomenti validi che un’Europa unita è più forte, più sicura, più ospitale, terra di diritti e opportunità per tutti.

I confini, i muri e le chiusure altro non fanno che ritardare e rinviare un processo di condivisione che potrebbe dare benefici a tutti, sia in termini di prospettive, sia di risoluzione di problemi. Mentre quello che si è costruito finora e che assieme possiamo andare sempre più a migliorare è un’idea unica al mondo, di una casa dei popoli, di un terreno comune, di un modello di comunità e di pratiche che possono gettare le basi per una convivenza pacifica e innovativa.

Perché ritardare tutto questo dopo il lavoro che prima di noi i nostri nonni e padri hanno costruito? Perché non pensare di anticipare i tempi per dare ai nostri figli e a chi verrà dopo un’idea di comunità nuova? Siamo sicuri che prima di tutto ambiamo al benessere delle società e delle singole persone da un punto di vista di ricchezza economica, piuttosto che all’idea di un benessere più alto che si raggiunge quando una comunità intera misura il suo grado di benessere sulla base del livello di felicità, dei servizi, della ricchezza umana, dei rapporti e della realizzazione socio-culturale? Perché non concederlo a tutti noi che viviamo ora e oggi il nostro tempo presente la possibilità di assistere a questa rivoluzione, che è poi la nostra vera opportunità di cambiamento?

Il nostro lavoro quotidiano, il nostro impegno comune, quello che mettiamo nei nostri progetti e nelle nostre attività, deve vederci uniti perché questa idea di Europa non resti solo un’idea, ma sia per tutti la strada migliore, la scelta e la soluzione migliore.

Uno spazio comune e condiviso, sicuramente migliorabile, ma che dobbiamo far camminare sulle gambe di tutti noi, di chi quest’Europa la vuole vedere unita, accogliente e ricca di opportunità.

#insiemeèmeglio #bremain #stayineurope

bramani filippo bonadiman no brexit europe