Alle volte ti accorgi di navigare per lidi sempre nuovi, ma già conosciuti. Non trovi la misura di possibili differenze e anche guardando attorno a te i meravigliosi paesaggi, che con uno scatto d’occhi decidi di immortalare nei tuoi ricordi, questi non ti lasciano nulla di nuovo. Tutto già vissuto mentre le onde e la corrente ti spingono avanti in uno stato di inerzia che ti fa prigioniero.
Alle volte ti accorgi che addormentarti sotto le stelle ti fa vedere il mondo da punti di vista diversi. Le stelle come unica certezza accanto a noi viaggiatori alla ricerca di lidi sicuri, nuovi e felici. Porti con te un carro maggiore mentre capita alle volte che qualche segno zodiacale domini i tuoi orizzonti. E sotto quel coperchio di brillanti, coccolato dai tuoi sogni più profondi cedi alla notte e ti affidi al sonno.
Alle volte poi ci si sveglia coscienti di essersi addormentati per troppo tempo e persi in quello stato di sfuggente spaesamento si decide di ricrearsi, ricominciare e cambiare rotta. Si impugna il timone, si spiegan le vele e con nuove motivazioni si veleggia verso un futuro fatto di nuove sconosciute sorprese. Alla ricerca di qualcosa di concreto, che sia una persona che verso se stessa orienta la tua bussola o che sia una situazione, uno stato di vita che vuole diventare il tuo.
Alle volte fa bene cambiare e dare uno scossone profondo a tutto. Alle volte si rischia di scoprire persone nuove che altrimenti avresti perso. O che forse avresti comunque conosciuto e il destino ce lo avrebbe concesso. Alle volte ci si domanda se le cose succedono per destino o se meglio possiamo noi tutti prenderci i nostri piccoli meriti e le nostre soddisfazioni.
Alle volte funziona così. Ci si ritrova in un pomeriggio di maggio a scrivere su un blog e guardarsi in giro, scoprendo che la vita è piena di tante belle cose da vivere, belle persone da scoprire e conosciute da poco con cui già è bello stare e scoprire. Alle volte queste ti donano una piccola felicità che piano piano cresce assieme a bei momenti da fotografare con lo sguardo.
Alle volte tutto questo lo chiamiamo vivere. Alle volte. Semplicemente.
Frantumi e zampilli colorati esplodevano pirotecnici nel cielo stellato che come in un sogno abbracciava cuori ridenti e incantati che col naso all’insù stavano, in un unico batter, di ciglia e di cuor. Al di sotto figure di umane sembianze a coppie e a gruppi unite si stringevano nella notte. A scherzare tra amici, con in mano il desiderio di condividere quel momento, fremente in cuor, ardente tutto, come se infuocasse e scoppiasse la voglia dentro di me.
Ridere seduto ad un tavolo di un bar. Guardare e ascoltare la persona che ti sta di fronte mentre sussurra alle tue orecchie la sua gioia, entusiasta. Ad anticipare quelle parole che dalle sue labbra sono scandite c’è fisso sul suo volto il segno di una felicità provata, di estasi e di gioia incontrollabile, che prova senza successo a tener ferma dentro lei, tanto che nel narrare le ultime belle vicende sul viso le compare un riso di stupefacente bellezza.
Sbatto la porta e non riesco ad uscire. Entra a folate il vento tagliente. Mi sorprende. Accarezza tagliando il mio corpo che esanime agli occhi distratti dei più si abbandona. Lo segue un vaso che distrattamente a pezzi sul suolo si infrange. Da questo ne esce una rosa che bianca alla sua fioritura appariva, radiosa al mondo. Strappata alla linfa vitale a cui era attaccata fu posta in bella mostra per far apparir bello ciò che ormai s’era perso in quella casa. Ma nel cadere verso il vuoto, quell’arbusto di nulla tinto, terminò accidentalmente la sua corsa nella macchia di sangue che in poco tempo si era creata nei pressi del corpo. In quella pozza stava ferma, portando con se la sua purezza, che ahimè, ora cessava di esistere.
Nelle diverse stazioni che faremo durante la vita ci capiterà sempre di essere tutti questi personaggi che incontriamo e tanto invidiamo. Poi i più fortunati si ritroveranno a coprire solo una parte e i meno baciati dalla dea bendata si ritroveranno a fare i viandanti dispersi per una vita intera. E poi una via di mezzo, chi scende e sale sperando che sia l’ultima discesa che dovranno affrontare. L’importante è non stare fermi, perché non c’è niente di peggio che passare la vita a guardare i treni che passano mentre gli altri si proiettano verso un futuro che noi forse non vediamo. Buttiamoci, tentiamo. Chissà che stazioni, che sorprese e che incontri che ci attendono nel nostro futuro. Troviamo immediatamente la voglia di partire e guidati da un futuro che può solo essere migliore andiamo, con il nostro bagaglio di esperienze e di ricordi in spalla, portando con noi le foto meravigliose di momenti che mai scorderemo e che sempre vorremo ricercare, tutte, in un’unica persona che ce le voglia far rivivere. Quello che abbiamo amato non sparisce, perché ha un valore infinito ed è ciò che ha plasmato il nostro desiderio, che culliamo nel nostro cuore, tutto creato da noi, da un noi che ci sta ancora aspettando.
La vita non è poi tanto difficile. E’ fluida, limpida, semplice e lineare. Impegnativa al massimo. Si crea e si sviluppa in base alle nostre volontà o in base a ciò che ci sentiamo di fare. Non è mai troppo complicata o se diventa difficile è sempre possibile trovare il modo di sistemarla al meglio, di risolvere ogni avversità. Ci porta a riflettere. Ci porta talvolta a scegliere, ma come in tutte le scelte, quando non si sa la risposta, si tenta, cercando di darla in base a ciò che noi più vogliamo, o sentiamo di volere.
La vita è un continuo e imprevedibile saliscendi e quando saliamo non vogliamo cadere, perché se così fosse ci sentiremo come se avessimo perso tutto ciò che avevamo conquistato. E poi risalire è difficile. Ti domandi se potrai mai raggiungere una cima. Un’altra. Se ne avrai la voglia o il coraggio di rimetterti in gioco. E alla fine scopri che sì, ce l’avrai comunque. Perché questo continuo salire e scendere è la vita. Non c’è chi vive sempre in cima e non c’è neanche chi vive sempre alla base di quelle cime, simbolo della felicità e unico punto in cui si possono realizzare i nostri sogni.
Secondo chi legge