In cima alla vita, a vedere le stelle e i nostri sogni

5 07 2009

Osservando i sogniLa vita non è poi tanto difficile. E’ fluida, limpida, semplice e lineare. Impegnativa al massimo. Si crea e si sviluppa in base alle nostre volontà o in base a ciò che ci sentiamo di fare. Non è mai troppo complicata o se diventa difficile è sempre possibile trovare il modo di sistemarla al meglio, di risolvere ogni avversità. Ci porta a riflettere. Ci porta talvolta a scegliere, ma come in tutte le scelte, quando non si sa la risposta, si tenta, cercando di darla in base a ciò che noi più vogliamo, o sentiamo di volere.

La coccoliamo la vita. La portiamo avanti e la vogliamo far diventare sempre migliore. La vogliamo vivere al massimo, rincorrendo i nostri sogni e cercando di realizzarli. E si realizzano, perché quando siamo felici, sorridenti e sentiamo che sì, questo è ciò che vogliamo, che possiamo davvero essere così per molto tempo e riusciamo anche solo per un attimo ad estraniarci dal mondo, per poi tornarci e con un ricordo meraviglioso di questo breve e intenso viaggio conserviamo in viso sorrisi di felicità che dentro noi pulsano forti, probabilmente questo è il sogno che stiamo vivendo. Il nostro sogno. Che va coltivato, con pazienza e molta tenacia.

In bilico, tra sogno e realtàLa vita è un continuo e imprevedibile saliscendi e quando saliamo non vogliamo cadere, perché se così fosse ci sentiremo come se avessimo perso tutto ciò che avevamo conquistato. E poi risalire è difficile. Ti domandi se potrai mai raggiungere una cima. Un’altra. Se ne avrai la voglia o il coraggio di rimetterti in gioco. E alla fine scopri che sì, ce l’avrai comunque. Perché questo continuo salire e scendere è la vita. Non c’è chi vive sempre in cima e non c’è neanche chi vive sempre alla base di quelle cime, simbolo della felicità e unico punto in cui si possono realizzare i nostri sogni.

L’esperienza accumulata, le immagini meravigliose che si sono vissute e i sogni che si sono desiderati sempre ci invoglieranno a raggiungere quella cima. E sulla scorta del passato cerchi di raggiungere tutto, di nuovo, i tuoi sogni, e tieni a mente nei ricordi tutto ciò che di bene hai accumulato, ne fai tesoro e lo ricerchi, perché sono quelle le cose che sai che ti hanno reso felice e che quindi vuoi, e che devi ricercare e ritrovare. E dentro te speri che arrivi il momento in cui raggiungi ancora una cima, ti fermi per un tempo illimitato su quella, magari con qualche capatina in luoghi più bassi, che ci stanno delle discese nella vita, per capire realmente quanto è importante per te quella cima, che tieni sempre nel cuore, perché da quella riesci a vedere i tuoi sogni, lì, quello che vuoi, bello nitido, in uno scenario da favola, circondato dalle stelle e da un mondo che finalmente riesci a vedere sereno, e tuo. Un luogo dove puoi volere tante cose, tutte quelle che vuoi.





Le affido al vento, per farle fiorire in te

16 06 2009

Il vento tra i tuoi capelli

E ora resta la scrittura che mi prende e mi porta lontano. Nata in anni da tempo passati accompagna le mie giornate, rendendole ricche e di riflessioni piene. Con quella penna stretta tra le mani delineo lettere che forman parole, sul bianco nulla e a formar frasi vanno. Le prendo dal cuor mio, le riporto dalle stelle, di sogni parlan sempre, di momenti dolci aspettan la venuta ricordando passati che sol così riesco di nuovo a sfiorare.

Mi perdo distratto in lei. Nelle parole e nell’infinita possibilità di creare immagini. Coloro con un pò di ottimismo questi momenti che incido su carta, mentre sorseggio un caffè dolce al palato e cerco di spingere avanti le lancette dell’orologio. Or che mi fermo a mirare questa mirabil opera annuso il suo splendore, il suo stare in me raccolta, protetta nel mio palmo e il suo poter non esser più. La appendo al muro, ne studio i tratti, sinuosi e perfetti, mirabile a parer mio, a parer dell’occhio mio. Impossibile da non seguire, da non fissare, da non tenere fissa in me, nel mio orizzonte, che quando m’allontano ancora cade su di lei il mio sguardo pieno, di lei. Artista che pennellai quella tua creazione, questo tuo essere meravigliosa, per renderti tale, visibile al mondo, unico grande sgomento della vita mia, ora ti ho, in me.

FinestraSei qui nei miei ricordi, dei pensieri passati e ancor presenti. Accompagni i miei giorni. Sei qui appesa nella mia vita, mentre ascolto la tua musica e ritrovo il tuo profumo, che vola, nell’aria. Apro la finestra. Vola via nell’azzurro etere. Tra le stelle trova i sogni tuoi, coccola le tue voglie e i tuoi pensieri rendi finalmente tuoi, chiari al sole, limpidi nell’acqua salata in un’isola sperduta vicina a noi. Riprendi la coscienza di essere quell’opera, per cui la gente si perde via, ti osserva allibita, esterrefatta quasi e sicuramente commossa nel vederti andare. Le stesse sensazioni che in me accompagnarono la prima voglia, immediata e impulsiva, di toccare codesta meravigliosa visione di futuri radiosi e sogni ambiti. Te. Or viaggia lontana e ritrova i tuoi lidi, studia il mondo che vicino ti sta. Stupiscilo. Ammalialo. Ambisci ad amare ciò che sei e ciò che vorrai avere.

Dopo il tuo volo anche queste parole butto dalla finestra, le affido al vento, con tutte quelle scritte che ancora ho in un cassetto, or libere, libere di volare nel mondo e a pezzi come un mosaico, di lettere e parole, ora possono seminare il mio amore nella terra. E chissà che quando pioverà, da questi semi di una speranza futura non nascano germogli forti, più saldi. E che al ritorno, tuo, quando potrò carpire ancora quello sguardo, vederne il sorriso, come qualcuno da tempo aveva predetto, ti mostrerò che sono fioriti, ora, domani, i miei sogni, le nostre rose che tengo in me, per noi.





Di te ho bisogno

2 06 2009

Ho bisogno di teMi sdraio. Fermo mentre il mondo con la sua realtà mi sfreccia davanti, in un turbinio scomposto di azioni, tanto che non riesco a star attento ad ogni singolo istante. Allora chiudo gli occhi. Assaporo i miei sogni e in un attimo mi ritrovo vivo in loro.

Al centro tu. Il tuo respiro e il tuo cuore che battono su di me. Estraniato dal mondo reale ti vivo. Non so cosa dire. E mai saprò se quello che dico è giusto o sbagliato, sensato o patetico. Il fatto è che sono un uomo ed è dura riuscire a descrivere le emozioni che ogni giorno mi fai provare.

Apro gli occhi.

Torno nel mondo reale e scopro forte che di te ho bisogno. Sì, di te ho bisogno.





I ricordi, da tenere, per adesso e domani

7 02 2009

Sono qui sul mio Mac e voglio scrivere. A volte non si sa che dire. A volte ci si concentra e ci si intestardisce così tanto nel tentativo di scrivere qualcosa che c’è la grande possibilità, in queste situazioni dove la voglia e la spontaneità sembrano mancare, di fare solo danni e scrivere capogiri astrusi e senza senso. Già in questo momento aleggia nelle vostre menti il pensiero ‘ma cosa sto leggendo, cosa scrive questo?‘. Facile, perché è un pensiero che sta frullando anche nella mia testa proprio quando con le mie dita pigio i tasti che ho di fronte. Ciò che mi fa proseguire in questo tentativo è la consapevolezza che scrivere faccia sempre bene, e il fatto che sto continuando a battere a macchinetta senza fermarmi.

Ora tiro il fiato. Rileggiamo.

Bene. Ciò che penso e che mi viene in mente riguarda l’ordine. La mamma a casa, o voi stessi se abitate da soli, qualche volta ogni anno tenta di costringervi o vi costringe, o la vostra situazione di disordine ve lo impone, a dare una sistemata al vostro mondo. E allora vestiti da Rambo, ma con l’accortezza che la missione che state per interpretare si avvicina sempre più ad un film già visto di 007, cominciate la vostra Mission Impossible. La prima azione è aprire l’armadio, una scatola, a volte spostare un libro o un diario. In questi momenti è facile incappare nella sorpresa, nello stupore quando vi trovate di fronte un vecchio ricordo, dal poster appeso dentro all’armadio, dietro i vestiti, da foto sparse in uno scatolone e da una cartolina di vecchi amici che ritrovate messa a casaccio in un libro o in un diario. Come primo impatto non c’è male. Lo stupore fa sempre bene quando la sorpresa che ci troviamo di fronte è un vecchio ricordo. Tralasciando logicamente quei possibili ricordi non belli, mi concentro su quelli piacevoli da ricordare, che trasmettono un filo di malinconia e che ci fanno comparire sul volto un sorriso.

Volano i Ricordi

Questo a me è successo quando recentemente ho tirato fuori vecchi DVD contenenti le foto delle avventure avute con gli amici. Tempi lontani, parlo di tre, quattro anni fa, quando ancora si girava in gruppo, tutti assieme e quando ancora c’erano persone, il più delle volte colui che scrive cose del genere, anche no, ma in questo caso sì, che documentavano, attraverso l’uso di una digitale, tutto ciò che avveniva. La foto dell’amico che guida, di quello che si pettina, una di belle ragazze che prendono il sole, altre con gli amici col pallone su un prato, i tuffi al lago, al mare, le serate passate in allegria, in discoteca, al pub, le escursioni in montagna, gli scherzi fatti ad altri amici. Tutto insomma, senza esclusione dei luoghi in cui codeste azioni venivano compiute. Foto. Oggetti che al guardarli veicolano emozioni, sentimenti e ricordi. Ai più sensibili farà rigare il viso da una goccia salata che scorrerà sulla nostra anima, ai più duri forse farà sganasciare dalle risate, ma entrambi avranno un visibile stato di felicità con loro.

E’ quello che sta succedendo a me. Foto su foto, raccolte negli anni. Lì, schedate in cartelle. L’intento, ai tempi, scusate la ripetizione, era esattamente questo. Avere una testimonianza visiva di ciò che è stato fatto, visto e vissuto. Avere un ricordo insomma. E credo che questo mio fotografare ogni parte del mio campo visivo si sia rivelato utile, tanto che adesso posso ritornare quando voglio a quei momenti, ricordarli, riderli, rimpiangerli e rivolerli, o riviverli con altre persone. Ora se dovessi dirvi quante tante altre cose si sono mosse nel mio cuore, nella mia anima se parliamo in modo più astratto, credo che non finiremo più, e con difficoltà riuscirei a descriverlo in modo puntuale, preciso e allo stesso tempo comprensivo. Ciò che volevo dire è che oltre a tutta questa emotività che si sviluppa in modo normale in un pò tutte le persone che hanno realmente vissuto esperienze in cui si sono messe in gioco e in cui si sono divertite, che sono andate a formare il bagaglio di esperienze di tutti noi, credo che si sviluppi parallelamente un pensiero, riassunto da una domanda fondamentale: a cosa serve avere ricordi? Perché devo ricordare esperienze passate?

Ricordare

Ora da un mio pensiero ritengo che le risposte possibili siano due: ricordare ci fa rivivere le nostre esperienze e ricordare ci fa trovare la strada giusta per vivere altre esperienze future. E’ un bagaglio enorme di ciò che siamo, siamo stati e saremo. Il ricordo ci fa tenere ben a mente come siamo cresciuti, come abbiamo vissuto, le persone che ci hanno fatto arrivare ad oggi. Il ricordo da oggi ci fa andare avanti, ci indirizza lungo certi binari impostati dalla nostra esperienza e dalle nostre aspettative, che a volte coincidono con ciò che abbiamo vissuto e che ci ha fatto stare bene. Un oggi che domani sarà il nostro ricordo meraviglioso, che vorremo sicuramente aver fotografato per aver ben presente, per ricordare e dal quale tenersi strette le esperienze positive che questo oggi, capiremo in futuro, ci da e ci avrà dato. Oggi viviamo con la consapevolezza che ciò che stiamo vivendo di importante diventerà parte di noi, e nel futuro quando ci guarderemo indietro questo di oggi sarà un ricordo. Il ricordo, che nasce quando inaspettatamente salta fuori un elemento, un oggetto o pensiero, che ci fa tornare indietro nel tempo, come un diario, una scatola con le foto, un vestito e tanti altri oggetti.

Per questo a volte è affascinante fare ordine, riordinare le proprie cose, perché è come un tornare indietro mentalmente, per prendere ciò che c’è stato di buono e riportarlo avanti, ai nostri tempi, al nostro oggi, e facendo tesoro di questi ricordi, che sono le nostre esperienze, cercare di vivere questo oggi al meglio, perché poi sarà ciò che ci aprirà il futuro e che ci farà ricordare bene che in questo oggi che ho vissuto ci ho messo tutto me stesso. Devo utilizzare queste informazioni, questi ricordi, immagini, fotogrammi speciali della nostra vita per trovare felicità e gioia adesso, con le persone che crediamo più meritino ricevere queste attenzioni e che ne sanno dare a noi, per cui vale la pena adoperarsi. Questo nostro modo di fare e di essere sarà sicuramente vincente, visto i bei ricordi che riescono a suscitare in noi, che sempre resteranno e questo è indiscutibile.

Un pensiero, come sempre in me, forse troppo astruso e senza senso per alcuni. Ma resta un pensiero. Che mi ha fatto sicuramente alleggerire uno stato d’animo, il mio, che a volte è cupo, perché si fa troppe domande, ma che non riesce bene ad inquadrare la risposta. Sarebbe bello ricevere risposte, per magari sviluppare un confronto. Provate a rispondere anche voi a queste domande: ‘secondo voi a cosa serve avere ricordi? Perché devo ricordare esperienze passate?‘ Chissà che magari l’unire le nostre esperienze non ci faccia cambiare le nostre stesse idee, convinzioni o pensieri. Io la mia l’ho detta. La parola a chi vuole. Se non ce la fate, pensate una risposta per voi.





Soffia un venticello di cambiamento

21 01 2009

ObamaAttraversa l’Oceano e da ieri sta spazzando le terre, i monti, le città e le culture di tutto il Mondo. E’ un leggero venticello che viene dall’America e che da ieri, martedì 20 gennaio 2009, urla con forza, con coraggio e determinazione, che si può cambiare, che dobbiamo cambiare. E’ un vento fresco, d’oltreoceano, ma colpisce un pò tutti e per tutti vale. In particolare perchè porta con se quei valori che i nostri padri hanno costruito e si sono impegnati a difendere e a promuovere, e che noi possiamo ritrovare in tutte le carte costituzionali su cui si fondano le nostre Democrazie. E’ un vento che ci invita a seguirlo, che ci dice che il tempo è quello per cui tutti noi possiamo impegnarci per segnare la svolta, il cambiamento, che non passa solo attraverso un governo o attraverso chi è al potere, ma deve partire prima da tutti noi, passando per i nostri governanti. Questo vento ci riempie di responsabilità, infatti se oggi è l’ora del cambiamento è anche l’ora che tutti noi ci sentiamo responsabili della possibilità di raggiungere questo cambiamento, perchè questo è il tempo giusto, e le opzioni sono due: sfruttare questa possibilità o stare a guardare. Il mondo e la situazione di crisi in cui versiamo ci spingono a stare nella prima. Tutti comunque siamo artefici del nostro futuro e responsabili di esso. E chissà se un domani potremo dire ai nostri figli che siamo stati protagonisti a pieno titolo di questa svolta o che non abbiamo accolto quel venticello di speranza.

Barack Hussein Obama. 44° Presidente degli Stati Uniti d’America. E’ il simbolo e l’iniziatore di questo venticello. Lui ha saputo coglierlo, ne ha sentito la necessità. Non l’ha creato, ma l’ha voluto. E con forza e determinazione è riuscito ad arrivare lì dove tutti hanno potuto sentirsi dire ‘SI, NOI POSSIAMO‘. Ha gridato al cambiamento, alla possibilità di attuarlo e alla possibilità di sperarlo. Ha personalità. Sembra la persona giusta dalla quale sentirsi dire queste parole, che fanno respirare un pò tutte quelle persone che si stavano domandando se si può ancora sperare che qualcosa possa cambiare.

Qualche mese fa mi sono appassionato a Robert Kennedy, fratello del Presidente ucciso a Dallas, e ucciso anche lui nelle cucine di un Hotel a Los Angeles, e di lui ho letto gran parte dei discorsi durante la sua intensa vita politica, prima come Ministro della Giustizia quando Presidente era il fratello, poi durante la candidatura alle Presidenziali nel 1968. Discorsi che parlano di impegno, non del mondo politico, ma di tutte le persone, con il dovere ognuno di compiere piccole azioni nella propria vita che assieme avrebbero potuto farci vedere un mondo di ‘Amore, saggezza, solidarietà per coloro che soffrono, giustizia per tutti, bianchi e neri‘ (parole del discorso fatto dopo l’assasinio di Martin Luther King). Sono le personalità così, sincere, forti e convinte dei valori e degli ideali da sostenere che hanno rapito le folle, le hanno sapute far sognare e le hanno soprattutto dato speranza. Persone come Martin Luther King, i fratelli Kennedy, Malcolm X. Persone che sono morte e con le quali è morta anche quella speranza. Perchè alla fine, lo si voglia o no, per quanto le persone possano impegnarsi nella lotta, nell’opposizione, nella critica e nella denuncia di situazioni impossibili da sostenere, inumane e di soprusi, quando i portavoci dei nostri sogni e delle nostre speranze non sono più con noi, al nostro fianco, resta quel senso di impotenza che ci rende incapaci di credere che qualcosa possa cambiare. Per questo credo che la presenza di una figura che questi ideali li coltiva e ne ha fatto un dovere sociale e morale per il quale si è impegnato e per il quale è arrivato ai più alti piani del potere, possa dare respiro e soddisfazione a chi questi ideali lì ha sempre continuati a sognare, in silenzio e tacitamente.

SperanzaBarack Hussein Obama. E’ lui la persona che è riuscita a raggiungere il più alto incarico di governo negli Stati Uniti d’America. E ora tutto il mondo sa che Presidente degli USA è un quarantottenne americano che coltiva gli stessi sogni e le stesse speranze di cambiamento che gran parte del mondo tacitamente ha sognato e ha sperato. E questo da coraggio e speranza un pò a tutti. Vedo, e qui cado nel personale, e l’ho sentito pronunciare da lui, quella voglia di nuovo che ritrovo nei discorsi di Robert Kennedy, insieme a una grandissima determinazione. Vedo in Obama il simbolo della ‘possibilità di cambiamento‘. E lo si coglie da tutti i piccoli ma fondamentali particolari che ha seminato nel suo discorso. Parla di valori Obama, della Carta Costituzionale e della voglia e volontà di dare a tutti un governo che funzioni, che sia in grado di offrire a tutti felicità. Parla a tutto il mondo Obama. Avvisa tutto il mondo che qualcosa è cambiato. Che in America si vuole costruire un futuro nuovo partendo da questo presente dissestato. Fa sapere a tutti che l’America ci sarà per tutti coloro che sono alla ricerca di un futuro di pace e dignità. Parole forti e importanti anche per il mondo musulmano. Obama dice che oggi si è presa una nuova strada, basata sul reciproco interesse e mutuo rispetto. Dice Obama: ‘A quei leader in giro per il mondo che cercano di fomentare conflitti o scaricano sull’Occidente i mali delle loro società – sappiate che i vostri popoli vi giudicheranno su quello che sapete costruire, non su quello che distruggete. A quelli che arrivano al potere attraverso la corruzione e la disonestà e mettendo a tacere il dissenso, sappiate che siete dalla parte sbagliata della Storia; ma che vi tenderemo la mano se sarete pronti ad aprire il vostro pugno‘. 

Martedì mentre guardavo il discorso di Insediamento a volte il pensiero andava alle persone sopra menzionate che hanno speso la loro vita per promuovere ideali come quelli che ieri ha promosso il Presidente Obama. Oggi. Questa era la parola con cui iniziava ieri le sue frasi. Perchè è oggi che dobbiamo cominciare, con i valori passati, ma senza i rancori o i dissensi passati. Quelli devono solo darci la spinta giusta e necessaria per buttarci con decisione nel vuoto incerto del futuro. Oggi provo a buttarmi, convinto che a sostenermi ci sarà quel venticello e quelle parole, quelle promesse, quelle speranze. 

Oggi le ricordo. Le ripeto tra me e me. Oggi sento che il venticello ha toccato e riacceso i miei sogni e le mie speranze. Go Obama, tries to change this World, and I’ll be with you.





Siamo tutti contagiati e una cura non c’è

11 01 2009

SguardiC’è una malattia nel mondo contaggiosissima. Colpisce in media tutte le persone almeno una volta nella vita. Non è curabile, perché non si è ancora trovata una cura, e, soprattutto, non si è ancora trovato qualcuno che da questa malattia volesse essere curato. Non esistono teorie ne ipotesi sui motivi, le cause, da cui nasce codesto sentore. Si sa solo che è micidiale. Per lui a volte si muore o si è sul punto di farlo. Si chiama ‘sentire qualcosa‘, quando tutti nel mondo e ognuno a modo suo lo chiama e lo interpreta come ‘Amore‘.

E’ uno stato d’animo inusuale, diverso, dove la persona affetta diventa cieca verso il mondo che lo circonda, sorda, parole per descrivere tale bellezza trova con difficoltà e ogni cosa sente superflua, inutile, insensata. La persona colpita dall’Amore diventa incapace di esser capace di fare qualcosa. Non riesce a fare nulla se non pensare all’oggetto dell’Amore.

E questa malattia è così crudele che colpisce anche chi un oggetto d’Amore non lo ha. Le persone che non hanno in mente nessun’altra persona in particolare, ma al sol veder scene in cui questa malattia è presente e si vede, cominciano a soffrirne. Si addolciscono, iniziano a sognare, chiudono gli occhi perfino e immaginano quel momento come fosse loro. Diventano nostalgici e improvvisamente malinconici. Finiscono per desiderarla questa malattia, ne vogliono essere affetti anche loro. A volte la sognano, sentono che la malattia li sta invadendo, li prende e possono sentirla. Quando poi chiudono gli occhi questi malati d’amore sentono la dolcezza che li sfiora. Sentono l’Amore che li tocca e loro possono toccarne la forza, la potenza. E’ come se un loro oggetto d’Amore immaginario fosse lì, che li accarezza, li tocca, li baciano e li guardano. Si possono sentire i palpiti e i brividi in tutto il corpo.

AmoreUn’agonia. Ma dalle testimonianze che si possono osservare guardando le persone affette da codesto sentimento, sembra essere l’agonia più bella, piacevole e ricercata che ci sia su questa terra. Certi la cercano, altri la trovano, alcuni ci sbattono contro. E’ imprevedibile. Ti tocca, e appena lo fa sei condannato per sempre. Lo vivi l’Amore, gioendo e soffrendo, forse solo così realmente, lo aspetti, lo contempli, lo invidi e lo desideri. Una volta che ti prende, il pensiero non ti molla più. Ti fa andare fuori di senno. Ti trasforma facendoti fare cose che tu manco conoscevi della tua persona, del tuo essere. Scopri realmente chi sei, forse solo in questa situazione, capendo cosa puoi dare. E ricevi tanto. Tanto che è dura farne a meno.

Certi ritengono che l’Amore sia il senso del tutto. Sia il significato più giusto da dare alle cose. Credono che se vivi la tua vita sentendo le emozioni e i sentimenti che vengono da fuori a te, allora hai vissuto realmente, perchè hai usato la tua parte emotiva, che è un misto tra razionalità e fantasia, ossia il capire che a volte non puoi capire quanto stai bene, ma sai solo che lo sei, anche se non capirai mai quanto. E devi accettarlo. Persone che credono che sì, devi costruire qualcosa di concreto nella vita, che ti dia soddisfazioni, ma che ritengono che alla fine della propria esistenza si faccia una cosa e una soltanto, guardarsi indietro, guardare la propria vita e osservare non le soddisfazioni che hai avuto, ma ciò che questa vita ti ha lasciato, ciò che ti ha fatto provare. Le emozioni e i sentimenti di un Amore, sopra a qualsiasi altra soddisfazione e gratificazione concreta che si possa avere. Molto più significanti di tante altre cose concrete, che svaniscono come tutte.

Non so chi siano queste persone che credano queste cose. Ma una la conosco, perchè sta scrivendo queste parole.





Buon Anno Nuovo a Tutti!!!

31 12 2008

www.sergiostaino.itUn anno è finito e..
ne comincia un’altro.

Alti e bassi. Bassi e alti. Ma che vogliamo fare? E’ la vita. Tante cose sono successe. Tante altre cose accadranno. Persone che entrano ed escono dalla nostra vita. La scoperta di altre che neanche sapevi esserci e scoprirle così speciali e fondamentali. Che ci danno gioie e dispiaceri, momenti felici, da ricordare, di pura dolcezza e di grande nostalgia. Pensieri e sogni. Solo le stelle restano al loro posto. E con loro gli amici, che sempre più si rivelano essere fondamentali. Condividere momenti belli e brutti fa parte della vita e non mi perderò a fare un elenco di ciò che è stato bello e ciò che invece preferirei dimenticare. Mi sembra assurdo quanto inutile. Tutto è servito per farmi arrivare qui e tutto in qualche modo mi ha fatto e mi farà crescere.

L’anno nuovo sta per cominciare. Prepariamo i bagagli e portiamo con noi tutte le belle cose che abbiamo vissuto. I momenti, gli attimi, ogni istante e ogni persona con cui abbiamo passato momenti gioiosi. Teniamo questi ricordi e apprestiamoci ad andare oltre, in un nuovo anno, nel 2009.

Tante sorprese e tante soddisfazioni ci attendono. Guardiamo al futuro sperando in ciò che vogliamo, ma senza attendere che qualcosa accadrà, stando passivi e fermi ad aspettare che ciò che vogliamo ci cada addosso, ci investa, ma andando incontro ai nostri sogni, inseguendoli. Andiamo a prenderlo questo nostro futuro, ciò che vogliamo, i nostri sogni, vivendo al meglio il nostro presente e sognando ciò che più vogliamo e amiamo. Perchè così possiamo farlo. Perchè così dobbiamo vivere. Perchè così realizzeremo i nostri sogni.

Quindi Buon Capodanno a tutti. E di conseguenza Buon 2009. Che sia pieno di tanta felicità e sorrisi.