Sono qui sul mio Mac e voglio scrivere. A volte non si sa che dire. A volte ci si concentra e ci si intestardisce così tanto nel tentativo di scrivere qualcosa che c’è la grande possibilità, in queste situazioni dove la voglia e la spontaneità sembrano mancare, di fare solo danni e scrivere capogiri astrusi e senza senso. Già in questo momento aleggia nelle vostre menti il pensiero ‘ma cosa sto leggendo, cosa scrive questo?‘. Facile, perché è un pensiero che sta frullando anche nella mia testa proprio quando con le mie dita pigio i tasti che ho di fronte. Ciò che mi fa proseguire in questo tentativo è la consapevolezza che scrivere faccia sempre bene, e il fatto che sto continuando a battere a macchinetta senza fermarmi.
Ora tiro il fiato. Rileggiamo.
Bene. Ciò che penso e che mi viene in mente riguarda l’ordine. La mamma a casa, o voi stessi se abitate da soli, qualche volta ogni anno tenta di costringervi o vi costringe, o la vostra situazione di disordine ve lo impone, a dare una sistemata al vostro mondo. E allora vestiti da Rambo, ma con l’accortezza che la missione che state per interpretare si avvicina sempre più ad un film già visto di 007, cominciate la vostra Mission Impossible. La prima azione è aprire l’armadio, una scatola, a volte spostare un libro o un diario. In questi momenti è facile incappare nella sorpresa, nello stupore quando vi trovate di fronte un vecchio ricordo, dal poster appeso dentro all’armadio, dietro i vestiti, da foto sparse in uno scatolone e da una cartolina di vecchi amici che ritrovate messa a casaccio in un libro o in un diario. Come primo impatto non c’è male. Lo stupore fa sempre bene quando la sorpresa che ci troviamo di fronte è un vecchio ricordo. Tralasciando logicamente quei possibili ricordi non belli, mi concentro su quelli piacevoli da ricordare, che trasmettono un filo di malinconia e che ci fanno comparire sul volto un sorriso.

Questo a me è successo quando recentemente ho tirato fuori vecchi DVD contenenti le foto delle avventure avute con gli amici. Tempi lontani, parlo di tre, quattro anni fa, quando ancora si girava in gruppo, tutti assieme e quando ancora c’erano persone, il più delle volte colui che scrive cose del genere, anche no, ma in questo caso sì, che documentavano, attraverso l’uso di una digitale, tutto ciò che avveniva. La foto dell’amico che guida, di quello che si pettina, una di belle ragazze che prendono il sole, altre con gli amici col pallone su un prato, i tuffi al lago, al mare, le serate passate in allegria, in discoteca, al pub, le escursioni in montagna, gli scherzi fatti ad altri amici. Tutto insomma, senza esclusione dei luoghi in cui codeste azioni venivano compiute. Foto. Oggetti che al guardarli veicolano emozioni, sentimenti e ricordi. Ai più sensibili farà rigare il viso da una goccia salata che scorrerà sulla nostra anima, ai più duri forse farà sganasciare dalle risate, ma entrambi avranno un visibile stato di felicità con loro.
E’ quello che sta succedendo a me. Foto su foto, raccolte negli anni. Lì, schedate in cartelle. L’intento, ai tempi, scusate la ripetizione, era esattamente questo. Avere una testimonianza visiva di ciò che è stato fatto, visto e vissuto. Avere un ricordo insomma. E credo che questo mio fotografare ogni parte del mio campo visivo si sia rivelato utile, tanto che adesso posso ritornare quando voglio a quei momenti, ricordarli, riderli, rimpiangerli e rivolerli, o riviverli con altre persone. Ora se dovessi dirvi quante tante altre cose si sono mosse nel mio cuore, nella mia anima se parliamo in modo più astratto, credo che non finiremo più, e con difficoltà riuscirei a descriverlo in modo puntuale, preciso e allo stesso tempo comprensivo. Ciò che volevo dire è che oltre a tutta questa emotività che si sviluppa in modo normale in un pò tutte le persone che hanno realmente vissuto esperienze in cui si sono messe in gioco e in cui si sono divertite, che sono andate a formare il bagaglio di esperienze di tutti noi, credo che si sviluppi parallelamente un pensiero, riassunto da una domanda fondamentale: a cosa serve avere ricordi? Perché devo ricordare esperienze passate?

Ora da un mio pensiero ritengo che le risposte possibili siano due: ricordare ci fa rivivere le nostre esperienze e ricordare ci fa trovare la strada giusta per vivere altre esperienze future. E’ un bagaglio enorme di ciò che siamo, siamo stati e saremo. Il ricordo ci fa tenere ben a mente come siamo cresciuti, come abbiamo vissuto, le persone che ci hanno fatto arrivare ad oggi. Il ricordo da oggi ci fa andare avanti, ci indirizza lungo certi binari impostati dalla nostra esperienza e dalle nostre aspettative, che a volte coincidono con ciò che abbiamo vissuto e che ci ha fatto stare bene. Un oggi che domani sarà il nostro ricordo meraviglioso, che vorremo sicuramente aver fotografato per aver ben presente, per ricordare e dal quale tenersi strette le esperienze positive che questo oggi, capiremo in futuro, ci da e ci avrà dato. Oggi viviamo con la consapevolezza che ciò che stiamo vivendo di importante diventerà parte di noi, e nel futuro quando ci guarderemo indietro questo di oggi sarà un ricordo. Il ricordo, che nasce quando inaspettatamente salta fuori un elemento, un oggetto o pensiero, che ci fa tornare indietro nel tempo, come un diario, una scatola con le foto, un vestito e tanti altri oggetti.
Per questo a volte è affascinante fare ordine, riordinare le proprie cose, perché è come un tornare indietro mentalmente, per prendere ciò che c’è stato di buono e riportarlo avanti, ai nostri tempi, al nostro oggi, e facendo tesoro di questi ricordi, che sono le nostre esperienze, cercare di vivere questo oggi al meglio, perché poi sarà ciò che ci aprirà il futuro e che ci farà ricordare bene che in questo oggi che ho vissuto ci ho messo tutto me stesso. Devo utilizzare queste informazioni, questi ricordi, immagini, fotogrammi speciali della nostra vita per trovare felicità e gioia adesso, con le persone che crediamo più meritino ricevere queste attenzioni e che ne sanno dare a noi, per cui vale la pena adoperarsi. Questo nostro modo di fare e di essere sarà sicuramente vincente, visto i bei ricordi che riescono a suscitare in noi, che sempre resteranno e questo è indiscutibile.
Un pensiero, come sempre in me, forse troppo astruso e senza senso per alcuni. Ma resta un pensiero. Che mi ha fatto sicuramente alleggerire uno stato d’animo, il mio, che a volte è cupo, perché si fa troppe domande, ma che non riesce bene ad inquadrare la risposta. Sarebbe bello ricevere risposte, per magari sviluppare un confronto. Provate a rispondere anche voi a queste domande: ‘secondo voi a cosa serve avere ricordi? Perché devo ricordare esperienze passate?‘ Chissà che magari l’unire le nostre esperienze non ci faccia cambiare le nostre stesse idee, convinzioni o pensieri. Io la mia l’ho detta. La parola a chi vuole. Se non ce la fate, pensate una risposta per voi.
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