Turbinio di pensieri

28 10 2009

Mi butto sotto una doccia che scarica veloce acqua calda su un corpo freddo. Brividi scorrono lungo la schiena mentre i piedi iniziano a bruciare, come impossibilitati a stare su questa terra, come se volessero convincere ad elevarsi e fuggire verso altri mari, a guardare altri cieli e a solcare altri deserti, che come pagine bianche stanno lì, disponibili alla fantasia di qualunque uomo. Regione di miraggi e sogni vani, ma che possono diventare concreti appena una penna li incide sui granelli di sabbia. A fissare convinzioni e convincimenti che solo speriamo non vengano cancellati da un forte vento in grado di scombinarli tutti.

Perché quando arriva spazza tutto e ci abbandona in un turbinio di pensieri, quelli stessi che si sono cercati di scrivere, che si pensava di aver fatto propri, ma che a volte gli eventi ci buttano addosso costringendoci a ripensarli e a mettere tutto in dubbio. E allora si deve ricominciare a scrivere la propria storia.

Mi butto sotto una doccia. Ancora freddo è il corpo. Batte il cuore scrostando a fatica una cortina di ghiaccio attorno a cui un pò di calore cerca di fare breccia, per liberare un sentimento che c’è, che è chiuso all’interno di quel cuore che ora si sta difendendo, per non far entrare luce e per non farne uscire. Attendendo che la tempesta si plachi e che un’altra dipendenza rapisca quel corpo e quell’anima.

Guardo l’acqua scorrere sul mio corpo in questa fredda doccia. Scendono ancora le gocce. Veloci. E continuano a farlo. Mentre vagano i pensieri.





On air

20 07 2009

La prendo per mano e la sfioro in un sogno. Trovo il sentiero nel fitto bosco. Alla luce di un raggio di sole risplende coperto un lenzuolo d’amore. Steso al lume potente cerca calore. Profumato e intriso di cruda passione, profonda, vera e amata ossessione di corpi uniti in un vincolo stretti, dal cuore si proiettano immagini di sogni infiniti. Le parole ne descrivono i ricordi immancabili di una storia che è nata e che con grinta richiama a se quei tratti sinuosi di un modello perfetto, un sogno fanciullo, di equilibrio nascosto nel buio del cielo, imparato da modelli che nella vita ti accompagnano, mentre solo le stelle ti fan sentire meno solo.

Delirio o pazzia. In un lampo improvviso tutto viene squarciato. Restano i segni, indelebili, le tracce su quel sentiero, che ancor umido per il passaggio, fresche le conserva. Di qua siam passati come conigli spaventati e orsi affamati, gufi attenti in una fredda notte alla ricerca di prede, di miti e di eroi, di parole da seguire, da scriver su carta, da conservare.

Fermo tra il grano folto tutto in piazza, mentre sotto la pioggia si allontanano, torno dai pensieri in una diretta, stringo il microfono delle opportunità e grido il mio sfogo. Sfogo. Sfornando parole inconsuete di uso quotidiano mentre aspetto il tempo della vera diretta. “40″ e quattro dita. Le guardo e penso. Troppo, che sono già diventate tre. Mi scosto. Appoggio il mio sguardo su una scaletta scritta su una lavagnetta che non c’è e fuori dalla finestra ricerco l’evasione. La libertà. La finestra. C’è sempre. “20″. Passa il tempo, veloce. Si scioglie il freddo che hai nell’animo e che copre le resistenze con cui è assemblato il nostro essere, gocce di sudore in un caldo torrido gareggiano sul mio viso delineando traiettorie impossibili da calcolare a priori. Penso a quel rubinetto. Scende veloce l’acqua fredda, che sotto a quella vorrei or trovarmi, ad intervistar le gocce e chieder loro cosa stanno provando nel precipitare nel vuoto, mentre troverei refrigerio da tutto, comprendendo il loro stato. Alzo lo sguardo. Mi rifletto nello specchio e sogno un giorno di invertire quella discesa, fermarmi, girare quel rubinetto e andare verso l’alto, l’acqua ed io, assieme. Indice alzato, ultimo segnale. Fremo alla partenza aspettando che anche l’ultimo semaforo si spenga mentre anche i respiri si placano, nessuno respira, in un’attesa meravigliosa quanto paurosa che sembra infinita.

Ora l’indice scende verso me. Tempo scaduto. Pronto a buttarmi. Via i pensieri. On air.