In un mondo nuovo

27 12 2010

Guardi da fuori un mondo nuovo racchiuso in una bolla, dove all’interno le persone sorridono gioiose, felici e libere. Spensierate vivono senza drammi ne problemi in un mondo diverso, da dove si può ripartire. Un luogo fatto di piccole cose, semplici gesti e dolci stimolazioni alle più forti emozioni dell’animo umano.

Sempre all’esterno di quella bolla appoggi una mano sul vetro che ti divide da quel luogo di pace. Il tuo respiro si ferma deciso su quell’ostacolo trasparente per poi dissolversi piano piano. Sempre da quel vetro è il tuo riflesso che ti guarda e ti invita a entrare. Con te è inevitabile che ti seguano le giornate dalle quali sei uscito malconcio e le situazioni che hanno distrutto l’equilibrio che avevi. Approfitti allora di una doccia fresca, di vecchie immagini che cadono decise sul tuo corpo nudo. Ne scendono tantissime. Ma, asciugandoti, tieni solo quelle che ti hanno fatto crescere. Che ti hanno fatto sorridere.

Le guardi, sfogli quell’album di bei ricordi che soli sopravvivono in quel nuovo mondo in cui hai deciso di andare. E ora, finalmente ripulito, sì che puoi ributtarti in un mondo nuovo. Solo con i tuoi bei ricordi. Solo con i tuoi più grandi sogni. Bon voyage.





Turbinio di pensieri

28 10 2009

Mi butto sotto una doccia che scarica veloce acqua calda su un corpo freddo. Brividi scorrono lungo la schiena mentre i piedi iniziano a bruciare, come impossibilitati a stare su questa terra, come se volessero convincere ad elevarsi e fuggire verso altri mari, a guardare altri cieli e a solcare altri deserti, che come pagine bianche stanno lì, disponibili alla fantasia di qualunque uomo. Regione di miraggi e sogni vani, ma che possono diventare concreti appena una penna li incide sui granelli di sabbia. A fissare convinzioni e convincimenti che solo speriamo non vengano cancellati da un forte vento in grado di scombinarli tutti.

Perché quando arriva spazza tutto e ci abbandona in un turbinio di pensieri, quelli stessi che si sono cercati di scrivere, che si pensava di aver fatto propri, ma che a volte gli eventi ci buttano addosso costringendoci a ripensarli e a mettere tutto in dubbio. E allora si deve ricominciare a scrivere la propria storia.

Mi butto sotto una doccia. Ancora freddo è il corpo. Batte il cuore scrostando a fatica una cortina di ghiaccio attorno a cui un pò di calore cerca di fare breccia, per liberare un sentimento che c’è, che è chiuso all’interno di quel cuore che ora si sta difendendo, per non far entrare luce e per non farne uscire. Attendendo che la tempesta si plachi e che un’altra dipendenza rapisca quel corpo e quell’anima.

Guardo l’acqua scorrere sul mio corpo in questa fredda doccia. Scendono ancora le gocce. Veloci. E continuano a farlo. Mentre vagano i pensieri.