On air

20 07 2009

La prendo per mano e la sfioro in un sogno. Trovo il sentiero nel fitto bosco. Alla luce di un raggio di sole risplende coperto un lenzuolo d’amore. Steso al lume potente cerca calore. Profumato e intriso di cruda passione, profonda, vera e amata ossessione di corpi uniti in un vincolo stretti, dal cuore si proiettano immagini di sogni infiniti. Le parole ne descrivono i ricordi immancabili di una storia che è nata e che con grinta richiama a se quei tratti sinuosi di un modello perfetto, un sogno fanciullo, di equilibrio nascosto nel buio del cielo, imparato da modelli che nella vita ti accompagnano, mentre solo le stelle ti fan sentire meno solo.

Delirio o pazzia. In un lampo improvviso tutto viene squarciato. Restano i segni, indelebili, le tracce su quel sentiero, che ancor umido per il passaggio, fresche le conserva. Di qua siam passati come conigli spaventati e orsi affamati, gufi attenti in una fredda notte alla ricerca di prede, di miti e di eroi, di parole da seguire, da scriver su carta, da conservare.

Fermo tra il grano folto tutto in piazza, mentre sotto la pioggia si allontanano, torno dai pensieri in una diretta, stringo il microfono delle opportunità e grido il mio sfogo. Sfogo. Sfornando parole inconsuete di uso quotidiano mentre aspetto il tempo della vera diretta. “40″ e quattro dita. Le guardo e penso. Troppo, che sono già diventate tre. Mi scosto. Appoggio il mio sguardo su una scaletta scritta su una lavagnetta che non c’è e fuori dalla finestra ricerco l’evasione. La libertà. La finestra. C’è sempre. “20″. Passa il tempo, veloce. Si scioglie il freddo che hai nell’animo e che copre le resistenze con cui è assemblato il nostro essere, gocce di sudore in un caldo torrido gareggiano sul mio viso delineando traiettorie impossibili da calcolare a priori. Penso a quel rubinetto. Scende veloce l’acqua fredda, che sotto a quella vorrei or trovarmi, ad intervistar le gocce e chieder loro cosa stanno provando nel precipitare nel vuoto, mentre troverei refrigerio da tutto, comprendendo il loro stato. Alzo lo sguardo. Mi rifletto nello specchio e sogno un giorno di invertire quella discesa, fermarmi, girare quel rubinetto e andare verso l’alto, l’acqua ed io, assieme. Indice alzato, ultimo segnale. Fremo alla partenza aspettando che anche l’ultimo semaforo si spenga mentre anche i respiri si placano, nessuno respira, in un’attesa meravigliosa quanto paurosa che sembra infinita.

Ora l’indice scende verso me. Tempo scaduto. Pronto a buttarmi. Via i pensieri. On air.





Stazioni della vita

14 07 2009

Si arrampica la capacità dell’uomo di udire la libertà d’animo, nei sentimenti, sullo specchio ripido della realtà. Attimi fuggenti che scivolano via come l’acqua su un finestrino di un treno in corsa che viaggia verso mete certe, dal passato al futuro, fermandosi solo nelle stazioni del presente. Il presente di ognuno di noi.

Stazione

Alla fermata succede che si è irrimediabilmente soli e in questa desolante situazione l’uomo si trova e davanti gli si parano diverse le soluzioni. Può passare gli anni albergando come un viandante senza meta in quella stazione e nella città che la ospita, sdraiandosi e aumentando la depressione nel vedere le persone di passaggio, tutte proiettate verso futuri che li chiamano a darsi da fare, mentre lui, quel viandante senza meta, impotente sta a guardarli. Come dei vegetali, ornamenti incolti di una stazione che non è la loro casa, si ritrovano in una terribile situazione di stanby in cui la loro mente sembra trovare le condizioni giuste per non fare tutto ciò che dovrebbe fare nella normalità, e in questa sorta di paralisi della vita si estraniano impedendo ai pensieri di toccarli, allontanando così la possibilità di reagire a questa sofferenza.

Poi c’è chi da questa situazione o prima di finirci decide di rimettersi in viaggio. Subito. Scelgono un altro treno e decidono di partire verso un futuro che vogliono vivere e che vogliono fare loro. A volte trovano motivazioni che li fanno scegliere, come un biglietto gratuito in terra che li fa andare verso una destinazione dettata da quel pezzo di carta, oppure sentono una voce ai megafoni che sono soliti sbandierare pubblicità di prodotti firmati e che inseriscono nelle frasi di promozioni il nome di qualche località effettivamente esistente e verso quella decidono di spingersi. E così per destino o per scelta si muovono.

Au revoirNelle diverse stazioni che faremo durante la vita ci capiterà sempre di essere tutti questi personaggi che incontriamo e tanto invidiamo. Poi i più fortunati si ritroveranno a coprire solo una parte e i meno baciati dalla dea bendata si ritroveranno a fare i viandanti dispersi per una vita intera. E poi una via di mezzo, chi scende e sale sperando che sia l’ultima discesa che dovranno affrontare. L’importante è non stare fermi, perché non c’è niente di peggio che passare la vita a guardare i treni che passano mentre gli altri si proiettano verso un futuro che noi forse non vediamo. Buttiamoci, tentiamo. Chissà che stazioni, che sorprese e che incontri che ci attendono nel nostro futuro. Troviamo immediatamente la voglia di partire e guidati da un futuro che può solo essere migliore andiamo, con il nostro bagaglio di esperienze e di ricordi in spalla, portando con noi le foto meravigliose di momenti che mai scorderemo e che sempre vorremo ricercare, tutte, in un’unica persona che ce le voglia far rivivere. Quello che abbiamo amato non sparisce, perché ha un valore infinito ed è ciò che ha plasmato il nostro desiderio, che culliamo nel nostro cuore, tutto creato da noi, da un noi che ci sta ancora aspettando.

L’amore provato o forse solo sfiorato, i sentimenti e le gioie che ci hanno fatto sognare, volare, sempre quelle inseguiremo, perché sappiamo bene che ci fanno vivere, che ci fanno essere noi stessi, stazione dopo stazione. Au revoir.





In cima alla vita, a vedere le stelle e i nostri sogni

5 07 2009

Osservando i sogniLa vita non è poi tanto difficile. E’ fluida, limpida, semplice e lineare. Impegnativa al massimo. Si crea e si sviluppa in base alle nostre volontà o in base a ciò che ci sentiamo di fare. Non è mai troppo complicata o se diventa difficile è sempre possibile trovare il modo di sistemarla al meglio, di risolvere ogni avversità. Ci porta a riflettere. Ci porta talvolta a scegliere, ma come in tutte le scelte, quando non si sa la risposta, si tenta, cercando di darla in base a ciò che noi più vogliamo, o sentiamo di volere.

La coccoliamo la vita. La portiamo avanti e la vogliamo far diventare sempre migliore. La vogliamo vivere al massimo, rincorrendo i nostri sogni e cercando di realizzarli. E si realizzano, perché quando siamo felici, sorridenti e sentiamo che sì, questo è ciò che vogliamo, che possiamo davvero essere così per molto tempo e riusciamo anche solo per un attimo ad estraniarci dal mondo, per poi tornarci e con un ricordo meraviglioso di questo breve e intenso viaggio conserviamo in viso sorrisi di felicità che dentro noi pulsano forti, probabilmente questo è il sogno che stiamo vivendo. Il nostro sogno. Che va coltivato, con pazienza e molta tenacia.

In bilico, tra sogno e realtàLa vita è un continuo e imprevedibile saliscendi e quando saliamo non vogliamo cadere, perché se così fosse ci sentiremo come se avessimo perso tutto ciò che avevamo conquistato. E poi risalire è difficile. Ti domandi se potrai mai raggiungere una cima. Un’altra. Se ne avrai la voglia o il coraggio di rimetterti in gioco. E alla fine scopri che sì, ce l’avrai comunque. Perché questo continuo salire e scendere è la vita. Non c’è chi vive sempre in cima e non c’è neanche chi vive sempre alla base di quelle cime, simbolo della felicità e unico punto in cui si possono realizzare i nostri sogni.

L’esperienza accumulata, le immagini meravigliose che si sono vissute e i sogni che si sono desiderati sempre ci invoglieranno a raggiungere quella cima. E sulla scorta del passato cerchi di raggiungere tutto, di nuovo, i tuoi sogni, e tieni a mente nei ricordi tutto ciò che di bene hai accumulato, ne fai tesoro e lo ricerchi, perché sono quelle le cose che sai che ti hanno reso felice e che quindi vuoi, e che devi ricercare e ritrovare. E dentro te speri che arrivi il momento in cui raggiungi ancora una cima, ti fermi per un tempo illimitato su quella, magari con qualche capatina in luoghi più bassi, che ci stanno delle discese nella vita, per capire realmente quanto è importante per te quella cima, che tieni sempre nel cuore, perché da quella riesci a vedere i tuoi sogni, lì, quello che vuoi, bello nitido, in uno scenario da favola, circondato dalle stelle e da un mondo che finalmente riesci a vedere sereno, e tuo. Un luogo dove puoi volere tante cose, tutte quelle che vuoi.