Scriver di te

10 03 2011

Regina la vedo di un regno già assoggettato alla sua figura, a lei devoto, dove tutti siamo sudditi. In un mondo dove tutti ormai con un inchino tentano di cogliere il suo sguardo per sentirsi per un sol minuto redenti da una vita che senza lei sa essere troppo asciutta, priva di ciò che ormai è divenuto un valore. Nella folla tutti l’ammirano, tutti in città non fan altro che parlar di lei, con rispetto, mentre le mogli, ai mariti, è l’unica che lascian guardare, sognare. Anch’io che penso a quel che ho visto scrivo di lei, della donna per eccellenza, di quella che tutti ammirano. Formosa in petto e slanciata in altezza, più svestita e ricca di preziosi. Sguardo fisso avanti, nel vuoto, ma che non si dica che vuoto lei stia mirando. Sorrisi, grida di giubilo al suo passaggio e fiori lanciati da una società tutta schiava dell’ideale di questa umiliante bellezza. Tutti ne sono stregati, il pensare comune ormai questo ci offre.

Mi giro un attimo per mirar la gente e la loro miopia, tutti la osservano e lo sguardo mio d’un tratto si ferma e tra la folla un viso nota. Lo colgo nella sua semplicità e nel suo sorriso. Anche lei intenta ad ammirar la regina di passaggio, tanto che ormai non solo il genere maschile segue un’altra morale, ma anche quello femminile ne ricerca somiglianze. La guarda, mentre io guardo lei. Ormai ammaliato da quel viso non sono più attento a quella regale presenza e a quello sfavillante passaggio che proprio ora mi passa in fronte. Continuo a cercar dall’altra parte rispetto a me ciò che ormai m’ha rapito.

Incerto, resto fermo ancora su quel viso, tanto che se sposto lo sguardo in mente mi torna, ormai stampato sulla mia retina. Sorridente fanciulla, timida nel tuo corpo, che brividi porti in un costante viaggio, motivati da un battito che sento or subito presente in me e che riaffiorano sfiorando con l’immaginazione quel tuo bel viso. Fulminato. Semplice fanciulla, creata da una vecchia società che ancora aveva in serbo un minimo di dignità e che nei ricordi serbo in cuore. Ancora esisti.

Estraggo d’istinto il taccuino per gli appunti dal taschino della giacca. Non posso farmi fuggire questa sensazionale verità. Trema la mano quando deve scrivere di quei momenti, di quelle storie narrate che riportano ad altri tempi. La mente si concentra sulle immagini, gli occhi chiusi le osservano attenti e le orecchie ci isolano dai rumori della realtà che ci circonda, ascoltando solo le melodie provenienti da quella celestiale visione. Fremiti. E quando tutto è pronto la mano comincia a muoversi su quel bianco foglio, delicata che sembra danzare, sinuosa che pare una donna ballerina. La musica è di un violino, anzi meglio, d’un flauto. Chiaro e deciso orna le parole per creare la testimonianza di quegli attimi vissuti col cuore. Cuore. Una strana idea in questo mondo reale. Perché col cuore non ci hanno mai insegnato a vivere, ma solo a programmar con cervello ogni singola mossa. E’ strana ora la sensazione di lavorare con questo nuovo muscolo, non abituato a pompare, oltre che il sangue, dei sentimenti. Disinibito da questo mal costume generale è la gioia che sento rifiorire.

Ti ricordo, perché nel cuore mi sei entrata. E quel passaggio di quella regina nulla ha potuto se non distrarmi da ciò che realmente cercavo. Amore e sentimenti, non derivano dal comune apprezzamento, ma sono dettati dal più intimo e privato urlo interiore dell’anima, un grido personale che altro non può che farci sentire vivi e oltremodo vogliosi di urlare quei sentori. Ce li fa cercare e inseguire e mai potrà fermarci da questo voler trovare amore. Una società fatta di troppe distrazioni ci fa perdere la retta via e la semplicità dei rapporti. Fiumi di parole ornano ancora adesso una situazione così nuova. E ora qual’è il prossimo passo? Il cuore mi guida, mi spinge a farlo. Verso di lei, dimenticando la fiction che vive questo mondo, seguendo il cuore. Insistere su questa strada? E’ sbagliato seguire il cuore o rinunciare a un amore per stare in una società che senza quello mi vuole? E cercando risposte continuo a pensarti, fotografata nel mio cuore, non posso lasciarti.





Manca dell’…

16 02 2010

Non c’è verso di risolvere questa situazione. Sembra tutto tramontare in un raggio di sole che pian piano si spegne. L’unica consolazione è il viaggiare alla ricerca della sorpresa, della cosa imprevedibile. Anche se a volte nella tua vita ti sembra di aver raggiunto un equilibrio. Ma lo è davvero? Lo si può realmente chiamare equilibrio?

Presente quando manca l’amore? Quando manca la vita si trasforma in una routine, in un costante quanto inevitabile degrado verso una condizione nuova, di stasi, di equilibrio, di assoluta agiatezza e nevrotica tranquillità. Tranquillità perché comunque la serenità c’è, nevrotica perché non ci accorgiamo che stiamo vivendo ogni giorno lo stesso giorno, il giorno uguale a quello prima e che è la vita senza amore che ci permette, o costringe a seconda delle visioni, a trovarci in questo finto equilibrio.

Presente l’amore? Quella potente quanto assurda forza che ci prende e ci devasta l’esistenza come un tornado? Sapete quello che ci fa volare sbattendoci a destra e a manca e ancora a manca in un irragionevole casualità dettata dal fato? Il massimo dell’imprevedibilità. Questo il bello. Forse questo il motivo per cui tanto lo bramiamo. E’ l’ingrediente che dopo tanti anni senza si scopre essere uno dei componenti fondamentali per la riuscita della nostra felicità. L’amore e la donna per cui provate questo sentore, di cui ancora la medicina non conosce le cause, sono i maggiori artefici della meraviglia della vita. La bellezza di scoprire ogni giorno che passa qualcosa di nuovo sulla propria compagna, o compagno, e inevitabilmente su noi stessi e sulla nostra vita. Il sentire sempre qualcosa di autentico, vivo e vero, ma soprattutto di inatteso. L’amore non è programmato e non lo si programma. Ma crea un instabile equilibrio in cui tutti noi siamo felici di vivere. Per questo lo ricerchiamo. Per questo siamo alla ricerca di una persona speciale che ci piombi dal cielo e ci incasini l’esistenza. Perché senza quella persona, senza quei brividi quotidiani d’amore, è troppo piatta la vita.

Questa situazione si risolverà. Perché una vita di instabile equilibrio e sicura incertezza non la puoi cercare. Arriva con l’amore. Che arriva quando arriva, quando vuole, quando meno te lo aspetti. Per ora lo puoi solo sognare sperando che un giorno diventi realtà. Nel frattempo cerca di vivere di imprevedibilità e sorprese. Per non morire prima di viverlo o per non essere parte di un sistema morto.





Ancor mi segue quel pensiero

4 09 2009

Guardandoti ti ritrovo. Riscopro tenere pulsioni e fermenti di un amore che ho conosciuto grazie a te, la prima a violar e concedermi il privilegio di farmi provare l’emozione più forte che io abbia mai provato in tutta la mia vita, e che, ne è testimone questo scritto, ancora sento in me.

Ogni parola e ogni canzone risulta insensata. Nulla da dedicarti, ma solo da rivolgerti un ricordo, un’immagine, una speranza. Quella di vivere un domani quella felicità che io ho vissuto con te. Quella del singolo momento. Del buongiorno alla mattina, della colazione e delle giornate assieme. Quella della buonanotte e quella di un bacio passionale. Quella dell’amore. Quella di noi. Un noi. E ogni tentativo di descrivere ciò che succede dentro me è una missione impossibile. Non ha senso tutto questo, non sembra possa averlo, ma ce l’ha perché succede ed esiste.

Ovunque tu sia, abbracciata con qualcuno, in pensieri lontani anni luce dai miei, ti vedo con un sorriso dipinto in viso, il migliore che io abbia mai visto e che solo a scrivere queste parole ancora mi fa vibrar le mani. Un brivido a percorrermi tutto. Il pensiero di toccarti, di abbracciarti e baciarti. Di ascoltarti e sentire il tuo odore inebriarmi fino a farmi crollare, tuo diventare, in una passione che è passione. Lo sogno ancora. Pulsa, freme, trema, mai ferma, mai lontana e mai scomparsa. Dove sei? Or che ho bisogno di te e che mi sembra di aver perso tutto, una vita insensata, mentre in un giardino mi siedo, guardo le stelle e sorseggio il mio pensiero fisso. Mi sento esplodere e la speranza ormai è solo che il botto sia uno dei migliori, per lasciar un ricordo che a volte si ha paura di non lasciare, anche a detta di altri.

Spengo la luce. Mi avvio verso un letto. Freddo mi sdraio e ancor mi ha seguito quel pensiero. Che nell’eterna malinconia ancor riesce a scaldarmi il cuor. Auguri. Mai fatti, mai dedicati, ad una persona che tutt’oggi scopro esser stata per me amore vero e unico cambiamento meraviglioso della vita mia. Grazie.





In cima alla vita, a vedere le stelle e i nostri sogni

5 07 2009

Osservando i sogniLa vita non è poi tanto difficile. E’ fluida, limpida, semplice e lineare. Impegnativa al massimo. Si crea e si sviluppa in base alle nostre volontà o in base a ciò che ci sentiamo di fare. Non è mai troppo complicata o se diventa difficile è sempre possibile trovare il modo di sistemarla al meglio, di risolvere ogni avversità. Ci porta a riflettere. Ci porta talvolta a scegliere, ma come in tutte le scelte, quando non si sa la risposta, si tenta, cercando di darla in base a ciò che noi più vogliamo, o sentiamo di volere.

La coccoliamo la vita. La portiamo avanti e la vogliamo far diventare sempre migliore. La vogliamo vivere al massimo, rincorrendo i nostri sogni e cercando di realizzarli. E si realizzano, perché quando siamo felici, sorridenti e sentiamo che sì, questo è ciò che vogliamo, che possiamo davvero essere così per molto tempo e riusciamo anche solo per un attimo ad estraniarci dal mondo, per poi tornarci e con un ricordo meraviglioso di questo breve e intenso viaggio conserviamo in viso sorrisi di felicità che dentro noi pulsano forti, probabilmente questo è il sogno che stiamo vivendo. Il nostro sogno. Che va coltivato, con pazienza e molta tenacia.

In bilico, tra sogno e realtàLa vita è un continuo e imprevedibile saliscendi e quando saliamo non vogliamo cadere, perché se così fosse ci sentiremo come se avessimo perso tutto ciò che avevamo conquistato. E poi risalire è difficile. Ti domandi se potrai mai raggiungere una cima. Un’altra. Se ne avrai la voglia o il coraggio di rimetterti in gioco. E alla fine scopri che sì, ce l’avrai comunque. Perché questo continuo salire e scendere è la vita. Non c’è chi vive sempre in cima e non c’è neanche chi vive sempre alla base di quelle cime, simbolo della felicità e unico punto in cui si possono realizzare i nostri sogni.

L’esperienza accumulata, le immagini meravigliose che si sono vissute e i sogni che si sono desiderati sempre ci invoglieranno a raggiungere quella cima. E sulla scorta del passato cerchi di raggiungere tutto, di nuovo, i tuoi sogni, e tieni a mente nei ricordi tutto ciò che di bene hai accumulato, ne fai tesoro e lo ricerchi, perché sono quelle le cose che sai che ti hanno reso felice e che quindi vuoi, e che devi ricercare e ritrovare. E dentro te speri che arrivi il momento in cui raggiungi ancora una cima, ti fermi per un tempo illimitato su quella, magari con qualche capatina in luoghi più bassi, che ci stanno delle discese nella vita, per capire realmente quanto è importante per te quella cima, che tieni sempre nel cuore, perché da quella riesci a vedere i tuoi sogni, lì, quello che vuoi, bello nitido, in uno scenario da favola, circondato dalle stelle e da un mondo che finalmente riesci a vedere sereno, e tuo. Un luogo dove puoi volere tante cose, tutte quelle che vuoi.





Le affido al vento, per farle fiorire in te

16 06 2009

Il vento tra i tuoi capelli

E ora resta la scrittura che mi prende e mi porta lontano. Nata in anni da tempo passati accompagna le mie giornate, rendendole ricche e di riflessioni piene. Con quella penna stretta tra le mani delineo lettere che forman parole, sul bianco nulla e a formar frasi vanno. Le prendo dal cuor mio, le riporto dalle stelle, di sogni parlan sempre, di momenti dolci aspettan la venuta ricordando passati che sol così riesco di nuovo a sfiorare.

Mi perdo distratto in lei. Nelle parole e nell’infinita possibilità di creare immagini. Coloro con un pò di ottimismo questi momenti che incido su carta, mentre sorseggio un caffè dolce al palato e cerco di spingere avanti le lancette dell’orologio. Or che mi fermo a mirare questa mirabil opera annuso il suo splendore, il suo stare in me raccolta, protetta nel mio palmo e il suo poter non esser più. La appendo al muro, ne studio i tratti, sinuosi e perfetti, mirabile a parer mio, a parer dell’occhio mio. Impossibile da non seguire, da non fissare, da non tenere fissa in me, nel mio orizzonte, che quando m’allontano ancora cade su di lei il mio sguardo pieno, di lei. Artista che pennellai quella tua creazione, questo tuo essere meravigliosa, per renderti tale, visibile al mondo, unico grande sgomento della vita mia, ora ti ho, in me.

FinestraSei qui nei miei ricordi, dei pensieri passati e ancor presenti. Accompagni i miei giorni. Sei qui appesa nella mia vita, mentre ascolto la tua musica e ritrovo il tuo profumo, che vola, nell’aria. Apro la finestra. Vola via nell’azzurro etere. Tra le stelle trova i sogni tuoi, coccola le tue voglie e i tuoi pensieri rendi finalmente tuoi, chiari al sole, limpidi nell’acqua salata in un’isola sperduta vicina a noi. Riprendi la coscienza di essere quell’opera, per cui la gente si perde via, ti osserva allibita, esterrefatta quasi e sicuramente commossa nel vederti andare. Le stesse sensazioni che in me accompagnarono la prima voglia, immediata e impulsiva, di toccare codesta meravigliosa visione di futuri radiosi e sogni ambiti. Te. Or viaggia lontana e ritrova i tuoi lidi, studia il mondo che vicino ti sta. Stupiscilo. Ammalialo. Ambisci ad amare ciò che sei e ciò che vorrai avere.

Dopo il tuo volo anche queste parole butto dalla finestra, le affido al vento, con tutte quelle scritte che ancora ho in un cassetto, or libere, libere di volare nel mondo e a pezzi come un mosaico, di lettere e parole, ora possono seminare il mio amore nella terra. E chissà che quando pioverà, da questi semi di una speranza futura non nascano germogli forti, più saldi. E che al ritorno, tuo, quando potrò carpire ancora quello sguardo, vederne il sorriso, come qualcuno da tempo aveva predetto, ti mostrerò che sono fioriti, ora, domani, i miei sogni, le nostre rose che tengo in me, per noi.





Nella mente di ognuno c’è amore

13 06 2009

Nella menteLa accogli nel tuo cuore la speranza di un radioso futuro. La culli dolcemente saziandola coi tuoi sogni. Le costruisci attorno difese inespugnabili. E grazie a ciò la fai tua. La nutri con un sentimento di caro affetto.

La vedi crescere e te ne innamori. La mente ne elabora la sua presenza, che piano piano diventa sempre più certa, essenziale e fondamentale. Col tempo si avvicina a quella volontà che già nutrivi dentro te, ma che non ti bastava per lasciarti libera di amare.

Pensieri su pensieri ti tormenteranno. Sempre. Tienili lì fissi con te, che poi saranno razionalizzati e spazzati via o risolti quando la nostra testa lo riterrà opportuno. Vicino ti starò.

Oggi piove, a volte c’è il sole. Le stelle sempre ci seguono in un andare deciso. Imperturbabili. Danno forza all’uomo che amando aspetta. Perché amare è anche aspettare, il momento successivo a quelli meravigliosi che si sono vissuti. E lo vuole fare e lo vuole attendere, il destino e le parole che il tempo gli dirà se ancora si troverà nella situazione di amare. Anche se dentro di lui sa che è ciò che vuole, che sta facendo, con amore. Con amore.