Alla ricerca di un senso

18 10 2009

Tenta di scrivere alla rinfusa parole che inseguono nelle frasi una punteggiatura che non esiste. A volte tagliate da virgole, oppure da nomi strani “virgolettati”, verbi inventati che formano azioni, deliranti, in un universo di possibilità, giochi di intrinseca potenza, dove è chi scrive l’artista, chi plasma e sceglie la giusta tonalità da dare al tutto.

Al di fuori il pubblico osserva allibito e a volte trattiene il fiato perché non ci si può fermare neanche per sospirare visto che non arriva la pausa che or però vi concedo.

Ripresi?

Trovate il vero. Il bello leggete. Di ogni parola comprendete il significato. Più volte leggete e alla prima impressione non ci si deve fermare che sarebbe come non aver letto, come passare in un campo senza guardarlo, senza accorgersi che è pieno di fiori, dai quali si sprigiona una bellezza che il primo passaggio ci ha fatto ignorare, sui quali svolazzano farfalle curiose e api laboriose. Ci stavamo perdendo un prato meraviglioso. Un minuto in più solo per poter vedere questo.

L’attenzione per cogliere il senso. In un punto o in una virgola non sta ciò che si vuol dire. Completano la frase e ne danno musicalità. Perfezionano la scrittura, elevano lo scrittore se codesto la usa con maestria. Indirizzano il lettore verso un significato, che si vuol dare. Plasmano, attraverso contorti utilizzi, una frase di elevata, quanto perfetta, complessità. Ma può anche essere fluida e semplice senza tanti fraseggi.

Insomma è tutto e niente la scrittura. A noi sta darle un senso.

scritto il 2 agosto 2009





Frantumi e zampilli

10 09 2009

Frantumi e zampilliFrantumi e zampilli colorati esplodevano pirotecnici nel cielo stellato che come in un sogno abbracciava cuori ridenti e incantati che col naso all’insù stavano, in un unico batter, di ciglia e di cuor. Al di sotto figure di umane sembianze a coppie e a gruppi unite si stringevano nella notte. A scherzare tra amici, con in mano il desiderio di condividere quel momento, fremente in cuor, ardente tutto, come se infuocasse e scoppiasse la voglia dentro di me.

Un altro anno è passato e la magia la conservo in un sogno. Che lancio alle stelle per conservarlo lassù, dove la posso tenere d’occhio. Aspettando l’aurora di un fuoco valido, vero, importante, che scelga finalmente di fiorire su di me, con me e per me.

Esplodono assieme a questi pensieri i ricordi che tornano alla mente, come cartone di cui è costruito quel fuoco d’artificio. Mentre mi ributto artificialmente a contemplare l’artificio della mia vita. Vivo.

scritto il 16 agosto 2009